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SAN GAVINO DI CARBINI San Gavinu di Carbini è un comune piuttosto grande e si estende dalla pianura alla montagna dove si trovano appunto San Gavinu (il capoluogo) e le frazioni di Varadicciu (Gualdariccio), Giddu (Giglio), Sapara Maio, immersi in una foresta di lecci e castagni. Sulla parte pianeggiante del litorale, a più di 40 km, si trovano invece le frazioni di Gjadda (Gialla), Araghju (Arragio) e Ribba. Le due comunità, quella montana e quella marittima, sono state ben amalgamate dal secolare perdurare della transumanza, un fenomeno che scandiva la vita e l' economia della Corsica di un tempo. La storia di San Gavinu è contrassegnata da frequenti levate di scudi : nel XIV secolo, durante il movimento dei Giovannali, all' epoca delle lotte contro la dominazione genovese, in occasione della conquista dell' isola, alla fine del XVIII secolo, contro l' esercito del generale Morand, sotto l' Impero e poi infine durante la Seconda Guerra Mondiale, in quelle azioni di resistenza e di combattimento il cui ricordo è ancora vivo nella memoria di tutti. Jean NICOLI, eroe della resistenza, nativo di San Gavinu, era a capo del "Fronte Nazionale", lorganizzazione più importante e ramificata dell' isola. Nicoli fu arrestato e giustiziato dalla GESTAPO nel 1943. Sparse qua e là su un' estesa collina ricca di boschi, San Gavinu conserva ancora le antiche abitazioni in granito risalenti al XVII secolo. I diversi rioni di San Gavinu di Carbini sono : CHIESA, UCCEVO, POGGIU RIBELLU, GIOVAMPOLELLU. |
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LA CHIESA PARROCCHIALE La chiesa parrocchiale di San Gavinu di Carbini è di epoca romanica e possiede delle peculiarità alcune delle quali tuttora enigmatiche. Sul lato nord, un' apertura oggi sbarrata, si pone ad ornamento del muro esterno della navata, resa elegante da una fuga di archi e da frammenti di capitello corinzio mentre al di sopra del pilastro destro appare la foglia di acanto dal significato simbolico. Trovare elementi architettonici di così grande purezza su mura scarne come queste è tanto insolito quanto inspiegabile. Una piccola testa umana dallo sguardo fisso campeggia sul frontone dell facciata sud, ma la sua origine è ignota. Secondo alcuni essa simboleggerebbe la giustizia, ma nessuno sa dire nulla di più al riguardo. Il tono della chiesa è austero, l' imponente campanile di granito a più piani, isolato, è di recente costruzione : le campane erano dapprima agganciate ad un olmo l“ vicino. Il muro esterno del lato sud è assolutamente eterogeneo. Questa assenza di omogeneità che affiora nonostante il velo degli anni è la prova di un passato tormentato. |
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I STANTARI Tra San Gavinu di Carbini e Paccionitoli (comune di Zonza) sul PIANU DI I STANTARI a nord della D67 (Route Départementale) ci sono ancora i resti di parecchie file di menhìr. Il lato liscio di ciascun mehnìr era rivolto verso il sol levante. Sono stati trovati molti mehnìr e numerosi frammenti sparsi. |
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IL CASTEDDU SALISEU A nord di San Gavinu di Carbini, il sito preistorico del Casteddu Saliseu, detto a volte "Sadisé ", venne utilizzato fino al XIV secolo dai signori del casato Biancolacci i quali vi costruirono delle fortificazioni intorno all' anno 1000. |
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IL CASTEDDU D'ARAGHJU Situata alla punta est del comune di San Gavinu di Carbini, la frazione di Araghju si raggiunge più agevolmente partendo da Porto Vecchio attraverso la RN 198 (Route Nationale) procedendo verso nord fino a superare Trinité per poi continuare verso ovest per altri 3 km. L' aspetto esterno è quello di una cinta fortificata di forma circolare, con un diametro di circa 40 metri, larga da 2 a 10 metri ed alta talvolta più di 4 metri, provvista di due entrate monumentali ricoperte di grandi pietre pavimentarie. All' interno sono stati rinvenuti dei locali. Il Castellu d' Araghju non aveva abitazioni al suo interno, per cui questi locali testimoniano solo la presenza di sentinelle. Lo spazio interno serviva da rifugio ad uomini e bestiame in caso di pericolo. Il villaggio, protetto dal Castellu d' Araghju si trovava ad un quarto d' ora di cammino ma era perfettamente visibile dalla fortezza. Questa tipologia di insediamento testimonia l' esistenza di importanti cambiamenti che ebbero luogo in Corsica durante l' Età del Bronzo e prova il bisogno di sicurezza delle popolazioni dell' epoca. Esse, infatti, edificavano villaggi arroccati, dalle solide mura : i "Casteddi" appunto, i quali si ergevano su vaste zone coltivabili oppure su aree di importanza strategica. Araghju esemplifica entrambe le caratteristiche. L' architettura di Araghju è spettacolare e dà una chiara idea di come fosse disposto l' insediamento dell' epoca. |
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LA CASCATE Attraversando la strada dello "Ospédale" a 900 metri dallo sbarramento, è possibile scendere per un sentiero fino a PISCIA DI GHJADDU. Per la curiosità dei naturalisti, lungo il cammino che conduce alla frazione di Ghjadda emergono da questo sito roccioso un insieme incantevole di piscine scavate dal torrente e circondate da pareti di pietra levigatissima ed una bella cascata alta più di 50 metri. |